La storia
"U Coppu" dal 1703

Uno slittamento franoso, iniziato nel diciassettesimo secolo, produsse nel 1683 notevoli rovine. Queste furono appesantite dal violento terremoto terremoto del 1703.

Il Convento Agostiniano, che era situato nella Piazza alta di Montelparo, a fianco della Chiesa di San Michele Arcangelo, iniziò a slittare a causa della frana ed ebbe il colpo di grazia, appunto, con il terremoto del 1703.

I frati Agostiniani, allarmati dallo slittamento, avevano però iniziato a costruirne un’altro lì dove è ora. Il convento fu costruito prima della Chiesa che fu aperta al culto nel 1730.
Il complesso Agostiniano Passò al Comune di Montelparo, che la acquistò, tra gli anni 1861 -1862. Fin qui la storia!

La cultura, il ricordo e la tradizione popolare tramanda anche che, per ringraziare la popolazione Montelparese che aveva collaborato fattivamente alla ricostruzione del Convento Agostiniano distrutto, i Frati avessero organizzato un pranzo a base di baccalà pasto che, probabilmente, aveva allora un costo abbordabile (si dice che, all’epoca, il baccalà fosse chiamato “pasto dei poveri”)! Fu anche previsto che, a ognuno,
andasse una porzione di baccalà del peso di UN COPPO (da qui U COPPU di oggi!): così era chiamata l’unità di misura di quel tempo che equivale a circa 350 grammi odierni. Insieme al baccalà venne distribuito anche pane e vino:
esattamente come oggi!

Una specialità unica

Dal 1703

Da oltre 300 anni una specialità unica
Informazioni
Il Coppo
Nel coppo, oltre al baccalà sono compresi anche un litro di vino “O Vi de u coppu” e un filoncino di pane.
Consumazione sul posto
Per chi intende consumare sul posto verrà fornito un vassoio posate tovaglioli e bicchiere monouso.
Consumazione da asporto
Per chi intende ritirare il coppo da asporto, è vivamente consigliato portare con se dei contenitori per il vino in quanto non disponiamo di bottiglie e fiaschette. Sempre per l’asporto, sono necessari dei contenitori a chiusura ermetica, acquistabili comunque presso la sede della distruzione.